La Sagra del castrato al ragù (con maccarun r’ zit) è un appuntamento fisso dell’estate di Campagna (SA) e diretti dintorni (si tiene infatti a Serradarce), ma non solo. L’evento, con grande costanza, ha saputo crearsi un nugolo di appassionati che affollano la sagra fin dalla sua apertura, fin dal primo giorno.
L’edizione 2025 si terrà dall’8 al 13 Agosto, con la formula classica che abbiamo imparato a conoscere in questi anni.

Sagra del castrato al ragù (con maccarun r’ zit)
La sagra, come è molto intuibile dal nome volutamente esplicativo, nasce da un’antica tradizione.
Il castrato veniva allevato “in casa” (in cortile) e all’uccisione si condivideva il tutto in una grande festa.
E’ un rito tipicamente paesano che resiste fino ad oggi, legato principalmente all’unione in matrimonio dei discendenti di due famiglie.

Tutto il menu ruota intorno a questa pietanza, il castrato è il secondo di riferimento nel menu completo (anche se può essere sostituito dall’Involtino, preparato in pochissime dosi e disponibile solo per i primi 200 che riescono ad ordinarlo!) e il suo sugo saporito è usato per condire la pasta.
La pasta scelta è legata anch’essa al rito del matrimonio. Da tradizione gli ziti venivano spezzati dalla sposa insieme alla sua famiglia il giorno prima di convolare a nozze.


E’ un ottima pasta anche per sughi lunghi e saporiti, come ragù napoletani o appunto di castrato, sia per la sua forma tubolare, ideale per accogliere la salsa, sia per la sua porosità, che trattiene i sapori, sia per la tenuta in cottura.
Nonostante le specifiche tecniche di questa pasta riuscire a tirar fuori piatti tutti con cottura perfettamente al dente, in un contesto amatoriale ma con ritmi industriali è ben che meno che semplice, eppure accade, tutta esperienza creata sul campo nel susseguirsi delle varie edizoni.
A stuzzicare il palato, oltre l’ottimo sugo, ci pensa anche un bel formaggio sapido spazzolato generosamente a cottura ultimata.

Sagra del castrato al ragù, il resto del menu
Si accompagnano al menu completo (che è consigliato, ma non d’obbligo, tutto può essere ordinato separatamente) delle pesche da monnare al tavolo e lasciar marinare dolcemente nel vino rosso (fornito anch’esso da menu) e la caratteristica ciambotta.


Anche questa ciambotta è specifica dell’evento, è principalmente formata da melanzane e peperoni friggitelli, cotti a lungo nel sugo. Ne risulta una grande tenerezza ideale per essere accompagnata con una succosa scarpetta (anche il pane è fornito nel menu completo)


Il reparto carni dispone invece di arrosticini, salsicce, prima tostate nelle fiamme roventi di un forno a legna e poi poste sulle braci a ultimare la cottura, e di panini da farcire anche con patatine fritte.
Uno spazietto a parte per il caciocavallo impiccato, disponibile anche con olii e creme al tartufo.


Per i dolci c’è uno spazio dedicato all’ingresso mentre una postazione bar elargisce birra alla spina, acqua, bevande e spritz, proprio di fronte la pista da ballo.

Sagra del castrato al ragù, idee per il futuro
Vista la grande affluenza e il poco spazio l’Associazione OPERARE, che si occupa da sempre di organizzare l’evento, sta man mano allargando gli spazi di manovra, ora con un posto parcheggio, ora idealmente con qualche terrazzamento, per estendere gli spazi dedicati ai visitatori.
Gran parte dello spazio è occupato appunto dai tavoli, i ritmi in cucina, di conseguenza, sono assurdi, per poter soddisfare le richieste dei tantissimi in attesa. L’essere circondato dal verde favorisce anche una sosta al tavolo che dura più del dovuto, anche per questo il crearsi nuovi spazi di manovra è utile alla serenità del visitatore.


L’Associazione OPERARE si occupa anche della manutenzione dello spazio per tutto il resto dell’anno, cercando di mettere in piedi diverse iniziative (teatrali, mostre pittoriche e fotografiche) di varia natura, con anche altri piccoli eventi che chissà, magari un giorno avranno la rilevanza di quello sull’amato castrato.
– Falco





