Il nostro primo evento del 2026, il Carnevale Teorese, è anche uno dei primi carnevali storici che viene trattato a fondo sulle nostre pagine. Del resto proprio il Carnevale è una festa innanzitutto gastronomica e a carattere fortemente tradizionale quindi è d’obbligo ficcare il naso! Ecco il nostro racconto dell’evento!

Carnevale Teorese, un carnevale storico
In questo Gennaio che non ci ha dato tregua, tra pioggia, freddo e nebbia, spunta in lontananza un immenso falò, un roboante focolare che annuncia l’inizio del Carnevale Teorese, proprio a Teora, in provincia di Avellino.
Alla colonna di fumo si aggiungono rapidamente le lingue di fuoco mentre nella piazza del paese comincia a ingigantirsi un grande frastuono di grancasse, piatti battuti, timpani e canti allegri e confusi.
Vediamo un gorgo colorato di fiori, maschere, vestiti sgargianti, che un po’ si mettono in mostra e un po’ si nascondono dai rovesci di pioggia, i quali hanno accompagnato tutta la giornata.

L’episodio che da inizio all’evento è la parata delle maschere, ma naturalmente tutto dev’essere in ordine prima di cominciare e così si crea una stramba calca di figure diversissime che affollano ogni centimetro del lastricato.
Abbiamo i Mamuthones direttamente dalla Sardegna, col loro manto di pelliccia e una schiera di campanacci che risuonano ad ogni sussulto, abbiamo l’elegante maschera di Eboli, il Don Annibale, il corteo dei Mesi di Aquara e ancora altre partecipazioni, da Olevano sul Tusciano.
Ad esse si aggiunge ovviamente la maschera di Teora, lo Squacqualacchione.


Carnevale Teorese, Lo Squacqualacchione
Letteralmente “lo straccione”, “il trasandato”, la maschera rappresenta la rivalsa degli ultimi. Vestito in origine alla bell’ e meglio, con vesti consunte (mentre oggi sfila ornato di tutto punto, con mantella rossa e diversi arnesi coloriti) era il rifugio impenitente di poveri e contadini, che finalmente, almeno in un giorno dell’anno, potevano prendersi la rivalsa sul padrone, sul proprietario terriero, con scherzi e confidenze più o meno spinte, forti soprattutto del sacco/maschera che gli copriva il volto.

La natura giocosa e strafottente della maschera rimane tutt’ora, anzi ne è amplificata dal libero sfogo che gli Squacqualacchioni hanno durante tutto l’evento. Li troverai spesso a picchiettarti sulla spalla e poi sparire, agitare rumorosi campanacci, sbraitare, brindare, agitare i loro vessilli e muoversi rumorosamente in folti gruppi fracassoni. Le figure sono ovviamente, e con grande partecipazione, interpretate da volontari locali, l’evento è infatti molto sentito.
Ragione di più poiché questa è una tradizione davvero antica, antecedente al 1800, che ha rischiato di andare perduta quando tante fonti sulla storia teorese vennero dimenticate durante il disastroso terremoto del 1980, che costò anche al paese 126 vittime, tante molto giovani.

La Pro Loco Teorese, la municipalità, i locali ed altre associazioni sul territorio hanno con forza voluto rivalutare l’evento e riscoprirlo ed oggi si sta compiendo una grande lavoro di archiviazione e catalogazione per ripristinare tutte le fonti e non rischiare nuovamente di perdere alcuna memoria.
Si sta facendo molto per ridare il giusto risalto a questa maschera, che negli ultimi anni ha sfilato nei Carnevali più importanti d’Italia, tra cui quello di Venezia.

Carnevale Teorese, corteo e tomacella
Intorno alle 17, sotto una pioggia incessante, il corteo variopinto inizia la sua parata dal falò gigante al corso, per proseguire sulla discesa verso la seconda piazza, quella dove si taglierà figurativamente il nastro dell’edizione 2026. Breve pit stop in biblioteca e poi si riparte.
Il corso, più stretto di quello principale e circondato ai lati di bancarelle e stand di gastronomia tradizionale e moderna presenta diverse pietanze interessanti.

Innanzitutto abbiamo selezioni di formaggi, salumi e vini locali, a seguire uno dei piatti più importanti della tradizione locale, la Tomacella.
La Tomacella è una sorprendente polpettina di interiora e carne di maiale, con una spruzzata di rafano. Le carni vengono precedentemente bollite e prima di essere servita viene ripassata in padella fino ad imbrunirsi. Il gusto? Sorprendente. Non ci si aspetterebbe mai una simile delicatezza.
Il rafano spinge concedendo un gusto speziato e inaspettato mentre le famose interiora assumono una consistenza vellutata, degna dei migliori patè umbri di fegatini. Io la consiglio vivamente accostata ad una fetta di pane tostato, poichè è molto, molto, tenera, cedevole, quasi spalmabile, quindi se cercate di mandarla giù in un sol boccone vi impasterà per bene tutta la bocca.
Ci è piaciuta tantissimo, ci siamo portati via in vaschette diverse tomacelle crude per poterle gustare anche a casa. Sicuramente uno dei piatti “da evento” migliori provati in un intero anno.

Carnevale Teorese, la gastronomia
Per chi gradisce sapori più tenui c’era comunque l’imbarazzo della scelta: calzoni fritti con farciture invitanti e addirittura smashburger e panini con salsiccia con un profumo da far girar la testa.
Segnaliamo anche alcune cose che abbiamo provato direttamente e che abbiamo decisamente apprezzato, cioè la maccaronara e degli gnocchetti irpini fatti in casa, il cui nome rinunciamo a pronunciare, serviti con fagioli e cotica di maiale.

Questi ultimi in particolare sono davvero ottimi e soddisfacenti, soprattutto visto il freddo.
Ce li gustiamo al coperto, per rinfrancarci un po’ con un bel po’ di forte (e senza formaggio).
Il formaggio tocca invece alla maccaronara (e pure il forte…) e si apprezza la tenuta di questa pasta di semola che abbiamo imparato a conoscere a fondo a Castelfranci, sempre in provincia di Avellino, insieme ad un pomodoro veramente ottimo.

Ancora, a disposizione dell’avventore, abbiamo cuzzetiello con polpette, una patata ripiena di funghi, formaggio e altri contorni sfiziosi, la montanara, al sugo e con mozzarella e ovviamente caciocavallo impiccato (e pure patatine fritte).

Carnevale teorese, conclusione al volo
Le sere dell’evento si concludono con il rituale Volo dello Squacqualacchione, altra usanza imperdibile dove un pupazzo che rappresenta la maschera locale viene dato alle fiamme e lanciato tramite una fune a 300 metri di distanza, per concludere la sua folle corsa in un braciere ardente, dove altri Squacqualacchioni (stavolta in sacco ed ossa) lo punzecchiano e bastonano.
Il volo, per completare il suo rituale benaugurante, non deve mai interrompersi o andare a singhiozzo ma bensì continuare a razzo verso la meta. Leggenda vuole che raramente si inceppi, ma quando accade…son guai!

Addirittura un tempo la tratta del pupazzo era di 700mt ma per ragioni di sicurezza ora è stata ridotta a 300mt. Speriamo in realtà che si ritorni alla spettacolare lunghezza originaria!
Potete assistere a questo spettacolo tutte le sere d’evento (in quest’edizione 2026 il 31 Gennaio e l’1 Febbraio) senza farvi spaventare da particolari rovesci. Tanti bracieri e bicchieri di vino vi aspettano per farvi coraggio mentre assistete a tante scene inedite e vivete Teora come merita. Buon divertimento!

– Falco

