A Puglianello (BN) continua la tradizione della somministrazione e preparazione della carne di maiale tramite il Porcus Festival. L’evento, che quest’anno si è spostato a Maggio, rispetto all’originale Marzo, mese che storicamente è più legato al periodo di macellazione dell’animale, ha provato, avvicinandosi un pochino ai mesi estivi, ad andare incontro ad un clima più mite.
L’edizione 2025 durerà dal 16 al 18 Maggio, dalle 19.00 fino a chiusura, con l’aggiunta dell’apertura fin da ora di pranzo, domenica 18.

Le novità
Le novità sono poche ma sostanziali, l’evento storicamente ha cercato di tenere viva l’attenzione sull’incredibile lavoro che ruota intorno l’allevamento del maiale e anche per questo era nato e si era posizionato, per la bellezza di 20 anni, nei primi mesi dell’anno.
Le temperature però rigide e per nulla clementi della provincia beneventana, vento compreso, l’hanno convinto a cercare in Maggio un periodo più mite che permettesse anche di liberarsi delle costrizioni della tensostruttura, per favorire non solo un minimo di movimento e circolazione tra le varie aree di somministrazione, ma anche per voltarsi e godersi gli highlights di Puglianello, cioè la restaurata Villa e il Castello.


Confermato invece un intrattenimento di stampo popolare e folkloristico, con gli Acoustic Trio il venerdì, gli Omaggio alla Musica Popolare il sabato e un mix tra pranzo e cena a cura dei La Posteggia e Musicalmente Gigi.
Il menu del Porcus Festival
Varia leggermente per via della diversa stagionalità ma il menu resta il momento topico dell’intera organizzazione. Carne di maiale di preparazione artigianale (ma rigorosamente certificata) in decine di modi diversi.
Si inizia dai due primi a disposizione quest’anno.
Cavati puglianesi (che vengono tirati a tre o a un dito) in sugo di tracchie.
Il sugo è rosso rubino e ha una nota dolciastra data naturalmente dalla ovvia grassezza delle carni che vi hanno cotto nel mezzo. Spolverata di formaggio e si ha un piatto completo, classicissimo eppur soddisfacente. La parte migliore? Oltre la callosità della pasta fatta a mano da un pastificio locale ci sono i pezzettoni di tracchie che stuzzicano il palato.

Per l’altro primo a disposizione abbiamo un fusillo, anch’esso tirato a mano dallo stesso pastificio (Festa), in bianco, con guanciale, cipolla e asparagi e un twist finale solo per palati fini. Forse tra i due ho preferito questo, ma solo perché sono un grande fan degli asparagi. Il consiglio è sempre quello di prenderli entrambi, facendovi aiutare da chi vi accompagna, e condividerli.

Uno dei piatti più noti non poteva mancare: Carne e Peperoni. Questo piatto mitologico che continua a cambiare nome a distanza di pochi chilometri stavolta si presenta nella sua veste più didascalica.
Non c’è però da farsi ingannare, è uno dei piatti forti non a caso…
Innanzitutto la prima cosa che colpisce è il peperone croccante, arrostito, e pungente il giusto di aceto.
La carne di maiale è dorata e rosolata e la particolarità sono gli aromi: finocchietto selvatico, un mix di semi di peperoncino, classico pepe nero e foglie di alloro che contribuiscono a dare rotondità al piatto.

Il menu pt. 2
Continuiamo con questa meravigliosa galleria parlando delle carni alla brace: Salsiccia e Pancetta come grandi classici, direttamente dalla macelleria di fiducia e un’altra chicca che trovate solo qui.
Fegato con (sua) rete, foglie di alloro e aromi. Il fegato subisce una breve marinatura e una cottura mediolunga, ma a fuoco non vivace. Deve presentarsi ben cotto ma senza bruciare.
Il risultato è un prodotto che presenta le caratteristiche ferrose e cariche tipiche del fegato con lo sfizio di questo mix di erbe che lo alleggerisce. E’ un prodotto che trovate solo al Porcus Festival!

Oltre alle patatine fritte, per chi ne fa richiesta, va provato assolutamente il piatto di polpette.
Mi sono piaciute diverse cose, soprattutto la varietà offerta, ma la polpetta aveva non una marcia in più, ma direttamente tutto il 4×4 annesso.
Polpette di maiale (e si senteeee), corpose, piene, GROSSE, in un sugo tiratissimo che pizzica la lingua.
Mix favoloso tra la carne grassa e avvolgente del maiale e il sugo che la accompagna. Avrei dovuto prenderne di più. Consigliate, davvero.

In tema fritto abbiamo anche la classica pizza con sugo e formaggio, preparata con grande maestria nella zona delle casse e qui compaiono anche dolci molto interessanti, ovviamente di preparazione ben più che artigianale. Crostate, torte agli amaretti, sbriciolate con albicocca, ideali per finire il pasto.
Non dimentichiamo anche che l’evento dispone degli ottimi vini del Taburno o di birra alla spina.

Il Nuovo Centro Studi
Filippo Guarnieri, che anche quest’anno con la sua conoscenza approfondita dell’evento e delle sue radici, ci ha introdotto all’edizione in corso, ha reso evidente la grande coesione necessaria per portare avanti tutta la macchina organizzativa. Una sessantina di volontari, ben distribuiti tra le retrovie che spesso, lontane dall’occhio, tendiamo a dimenticare, come le cucine, con nugoli di signore indaffarate, o le braci, che vanno seguite e curate con attenzione, ma anche tutti i più giovani che con grande educazione e solerzia provvedevano a far trovare a disposizione del visitatore vassoi e tavolate sempre perfettamente pulite e lucidate.

Anche quest’anno il comitato non si è dimenticato del Comune che ospita l’evento e dei suoi abitanti. Vengono quindi coinvolte, nei giorni e nelle mattinate che precedono l’evento vero e proprio, iniziative per piccoli studenti, ai quali viene ad esempio ricordato l’uso creativo del dialetto locale (all’interno di poesie), o le opere benefiche, come il pranzo in compagnia dei pazienti del vicino istituto sanitario.
Una macchina che, come accennato all’inizio, dura da 20 anni, e che lotta con una mancanza di fondi che attanaglia tutti gli eventi un po’ di nicchia, con dei regolamenti severi che a volte, seppur giusti, risultano difficilmente conseguibili, e tutta una serie di difficoltà (anche climatiche!) che però non hanno impedito che anche quest’anno il Porcus Festival e le chicche del suo menu, fossero presenti, e noi con loro, in questo inizio di sagre e feste 2025!

– Falco

