Uno degli eventi più ricchi della nostra estate di feste e suoni apre quasi le danze dell’alta stagione di eventi. Come suggerisce il nome, la Festa Popolare della Tammorra di Sessa Aurunca (CE) è decisamente p…opolata e apprezzata in ogni sua edizione. Anzi, per contenere al meglio entusiasmo, idee e pubblico quest’anno si è deciso di raddoppiare i weekend. Dal 12 al 14 Luglio, i primi tre giorni, dal 19 al 21 Luglio, i successivi.


Festa popolare della tammorra, il fascino del centro storico
Un evento dovrebbe valorizzare e mescolarsi al luogo che lo ospita, pochi lo fanno meglio della Festa Popolare della Tammorra, che celebra ed esalta l’affascinante centro storico di Sessa Aurunca (CE) addobbandolo sempre con lucine, che fanno tanto giardino d’estate, striscioni con note strofe di musica tradizionale (ed esortazioni in dialetto!) e tammorre volanti e colorate.

L’andirivieni sul lungo viale che spacca in due la città sarà d’obbligo. Talvolta per riprovare uno dei vini preferiti provati all’inizio. Talvolta perchè ora è decisamente tempo di provare “quella parmigiana in piazzetta“, talvolta perché ovviamente inizia il concerto che stavate aspettando.
Sia per il culinario che per il musicale, infatti, la scelta sarà come al solito tanta. Tre piazze principali, sul percorso, più la divagazione artistica che porta al Duomo, consentono di variare in base ai propri languorini e passioni uditive, volta per volta, la destinazione.
Nel mezzo? Tanto vino. Cantine tutte locali, come è locale tutto ciò che viene messo in piazza ed in pentola.


Nel venerdì d’inaugurazione evento, da noi scelto per la nostra consueta e piacevole visita abbiamo inizialmente provato le tipiche freselle (quelle di contrada Valogno di Sessa Aurunca) e le patatine fritte, con buccia, che erano ritirabili allo stesso stand. Essendoci ustionati le dita ci è venuto facile imitare i movimenti di “castagnette” dei danzatori che già dalle 21.30 avevano riempito la piazza dove suonavano i Giovani Della Tammorra, di Bagni di Scafati (SA).


Nella stessa piazza, rinvigorente birrone alla spina e ottimo baccalà fritto. Una danza, tre porzioni di cibo. Questa l’esatta proporzione da seguire. La piazzetta in questione è quella più in basso (rispetto al livello del mare) nel percorso. Alla sua destra, lasciandovela alle spalle, trovate subito la pasticceria e i dolcetti locali. Risalendo il percorso, invece, subito la prima cantina (o l’ultima, insomma, avete capito…)
Con la scusa della foto di rito assaggiamo un bel rosso d’accompagnamento, offerto molto gentilmente da Cantina Siciliano e poi si riparte.


Festa popolare della tammorra, Soffritto e Sirtaki
I colorati ospiti internazionali di quest’edizione vengono quest’anno da Messico, Grecia, Serbia e Canada e con i loro variopinti abiti tradizionali hanno allietato gli spettatori in prossimità del Duomo, dove al tempo stesso bolle in pentola un ottimo soffritto.
Avrà il soffritto unito i cuori di messicani e campani in un piatto che sembra congiungere le comuni passioni di piccante, pomodoro e carne? Speriamo di si, perché era davvero ottimo.

Se l’altra passione che si scopre di avere in comune è quella per i liquori, potete anche rivolgervi al banchetto di fronte. Proseguiamo il nostro cammino scansando dei bambini che giocano a pallone e torniamo sul viale principale.
Qui è il momento di una limonata a “cosce aperte”, una delle usanze più classiche e discrete per digerire un pasto campano particolarmente ricco. Abbiamo visto questo non-rito riportato ai fasti della cronaca, nel modo più cafone possibile, dai vari influencer che infestano the old ‘Gram. Per fortuna qui è riportato con leggerezza, ed è l’occasione di farsi una sincera risata mentre si prova a non farsi sommergere dallo tsunami di spuma. La bibita è in regalo, in cambio si chiede un’offerta a piacere.

Se hai ovviamente appena tentato di digerire è il momento di provare parmigiana e pasta al sugo, con un dolce ragù abbondante di cipolle e carote. In piazza si esibiscono i Sunaria, con tanti classici della musica folk (anche cilentana).


La piazza principale ed il castello
A volo di drone planiamo satolli nella piazza più grande, quella che ospita il concertone e anche il castello, illuminato da fredde luci blu e viola. Al contrario, passionali riflettori gialli e rossi esaltano le potenti note di Antonio Amato che di cuore e di petto irradia il pubblico con la sua forte voce.


Di calore non scherzano neanche le braci sulle quali sudano gli arrosticini e il caciocavallo impiccato, poco lontano.
Questo è il momento nel quale a qualcuno probabilmente va di provare “quella cosina lì, che prima ci siamo dimenticati“, ed è il vero momento nel quale prendi e ti rifai tutto il percorso. Cosa che per esigenze videostoriofotografiche abbiamo fatto noi stessi più volte. A tal proposito, che ne dite di una minestrellina di fagioli, pregiati ceci di Teano e tozzetti di pane…e una colorata bruschetta al pomodoro, entrambe condite da ottimo olio locale?

Nonostante questo sia il nostro terzo anno di fila presenti qui rimaniamo sempre piacevolmente sorpresi dalle chicche che questo viale così dritto eppure così diverso ogni volta, ad ogni angolo, sa regalare.
Piatti locali, buon vino, una scena musicale che la fa da padrona.
Un eccellente lavoro svolto come sempre da Etnia Popolare, l’associazione guidata da Carmine Paolucci che insieme a Dino Pastore, Teodoro Delfino e tanti altri elementi, tra cui sponsor, amici, collaboratori, cuochi e cantinieri, aiutano a rendere questo evento, come vi ripetiamo da anni, una delle punte di diamante della vostra estate.
– Falco

