Sagra degli antichi mestieri, saperi, sapori dell’Agro – Scafati (SA) – 2025


La Sagra degli antichi mestieri, saperi, sapori dell’Agro cerca una forma definitiva dopo anni di piccole rivoluzioni e cambiamenti. Il cambiare di volta in volta ubicazione ha dato modo di sperimentare diverse formule nell’arco degli anni, questo potrebbe aver favorito un rapido perfezionamento delle caratteristiche dell’evento. Siamo stati ieri all’edizione nmr 4, che si sta tenendo attualmente (20-21 Giugno) proprio a Scafati (SA)


Sagra degli antichi mestieri…


Da sempre il focus sull’evento ha una base culturale. In questo caso specifico si cerca di far rivivere mestieri scomparsi per ricordare a Scafati (e all’Agronocerino-sarnese) un po’ le sue origini e automaticamente anche per fare formazione sulle giovani menti che si cerca sempre di coinvolgere sia nell’allestimento, sia nella definizione della sagra.

Questo è anche uno dei rari casi in cui il termine sagra sta un po’ stretto. Abbiamo conosciuto manifestazioni abbuffatorie che si fregiavano di questo termine con un po’ di superficialità mentre qui abbiamo la situazione opposta. L’evento approfondisce ognuno dei suoi aspetti andando più a fondo possibile, dimostrando serietà e attaccamento all’iniziativa. Quasi a giustificarsi, i membri ed organizzatori di Associazione Scapha specificavano che non sono “organizzatori d’eventi”. Noi però abbiamo notato solo una cura certosina ed anzi anche una grande sagacia, da organizzatori navigati, nel gestire sia l’imprevisto, nel tentare di anticiparlo con maniacale attenzione, sia proprio nell’impostazione alla base.


Parlando nello specifico della serata, abbiamo delle lucine su tutte il perimetro dello spazio dedicato all’evento. Questo da sempre un tocco di festa italiana da paesino anni 50′ che personalmente io apprezzo, mi sento già a casa. Dopodichè abbiamo tutti i mestieranti che grazie a un percorso (semi)obbligato, almeno in fase d’ingresso, porta il visitatore a meravigliarsi, passo dopo passo, scoprendoli uno ad uno. I più impazienti, dalle aperture laterali al percorso, possono spostarsi liberamente per andare o nella zona dedicata al ristoro/consumo alimentare o a quella riservata al ballo. Chi invece sceglie di godersi la passeggiata esplorativa sarà colpito da tracce recitate dalle varie postazioni più iconiche e da stacchetti musicali degni del vecchio teatro napoletano.


Tra i diversi mestieranti troviamo la figura dello Scrivano, le Pastaie, le filatrici di lana e di seguito la Sarta.
Dall’altro lato diversi figuranti che ricordano il mondo contadino. Allestimenti a mò di carretto del mercato, un pozzo, uno spaventapasseri, un recinto con polli e vacche, un Casaro, addetti alla sgranatura del grano, dei Tintori e ovviamente il Vignaiolo!


Sagra dei saperi…e dei sapori


Il sapere, legato all’evento, è indubbiamente quello della coesione. Diverse associazioni collaborano con Scapha, la quale con coerenza ha cercato di rendere l’evento sostenibile a 360°. L’intera area è stata ripulita dai volontari ed allestita quasi unicamente con materiali riciclati, il che, visto il risultato, è quasi incredibile a dirsi.

Non manca la promozione sociale, nessuno viene lasciato indietro, che è anche uno dei motti dell’associazione. Questo si manifesta cercando di coinvolgere tutti, proprio tutti, sia chi nella vita è stato solo e abbandonato, sia chi ha bisogno di assistenza medica. Si è trovato un ruolo per tutti.


Anche l’ambito dei Sapori ha una sua coerenza di fondo, naturalmente. I prodotti sono tutti locali, principalmente provenienti dall’Azienda Agricola Rosone e lavorati dall’esperta brigata della Tenuta Leone. Qualità di fondo della materia prima e mani esperte hanno permesso l’ennesima sorpresa di questa sagra. Un piatto livello ristorante, o meglio, ricevimento, lontano dalla semplicità di una cucina da campo, ma mai con spocchia. Difatti il prezzo rimane popolare. 6€ per entrambe le portate principali (ciascuna, ovviamente)


Il primo è un cavato classico, la vera chicca è il sugo. Mix di due pomodorini direttamente provenienti da Vesuviano e Agro: Piennolo e San Marzano. Dolcezza e corpo, in cima una salsetta al basilico ed una alla burratina, con parmigiano.


Il secondo proposto è un piatto di mare, pan brioche con insalatina di polpo e crostacei, patate, finocchio confit, salsa tzaziki ed erba cipollina. Entrambe le porzioni sono più che oneste, stavolta si, “da sagra”.


Non mancano sapori classici come la spiga bollita al sale e l’anguria. Altra chicca da provare è il sorbetto, anch’esso realizzato con limoni diversi, quello della costiera, da Tramonti, e quello dell’Agro.


Sagra degli antichi mestieri, saperi, sapori dell’Agro…e dei suoni


Altra fetta dell’intrattenimento è affidata al comparto musicale, al contagioso buonumore della Paranza dell’Agro (Venerdì 20) mentre Trio Napoli Live e a Napoli in festa verrà affidato il sabato (21 Giugno).

La disposizione e la logistica dell’evento tendono a favorire chi ha voglia di fare un giro esplorativo, chi vuole fermarsi un attimo e ovviamente anche chi vuole danzare, nella serata di ieri appassionati di musica tradizionale napoletana hanno a colpi di castagnette occupato “l’aia” destinata alla pista da ballo.


Sabato 21 subirà anche un cambio di menu, Cavatelli alla nerano (profumati al limone, con fondente di zucchine, provolone del Monaco e chips di zucchine croccanti) mentre per secondo torna disponibile il pan brioche al polpo e crostacei. Per gli amanti del fritto da non dimenticare la tradizionale pizza fritta, simbolo assoluto dell’evento-sagra in tutto il sud Italia, disponibile in entrambi i giorni.

Vi invitiamo a perdervi e ritrovarvi nei percorsi ideali di un mondo che non c’è più, a cura di Scapha Aps.


Falco

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