Baccanalia di San Gregorio Magno ha negli anni, nel corso di diverse estati, cambiato senza mai davvero cambiare. La ricordiamo (questo sarà il 10imo anno di fila che ci vado? Forse molto di più) piacevolmente confusionaria e popolare, tutta uguale e diversa per tutti, tra chi si è incollato sulle panche della sua cantina preferita e non si è più mosso, e chi invece l’ha sempre vissuta in piedi. Tra chi l’aspettava solo per ballare in piazza e chi invece non le ha mai concesso un movimento di bacino, preoccupato più a focalizzarsi su vino e percoche o su una braciola al sugo.

Baccanalia, sempre uguale, sempre diversa
Questa libertà e coerenza di narrativa si esprime e comprende perfettamente osservando le diverse cantine.
Innanzitutto il numero non è mai lo stesso. 40, 50, 70, poi di nuovo 40 e così via. Questo crea un percorso che muta impercettibilmente ogni anno. Quella dove hai passato la serata della vita l’anno prima non sarà probabilmente la stessa dove tornerai l’anno dopo e se pure, come abbiamo accennato prima, sei un abitudinario, sicuramente quella tua e del tuo gruppo di amici sarà una elastica tradizione. Più un qualcosa di vago, un’idea a grandi linee, che un rigido programma.
Viene naturale che un evento del genere, che si compone di tanti frammenti indipendenti e vivi, muti di anno in anno. Noi che l’abbiamo vissuta prima da fan appassionati e poi da addetti ai lavori (ma solo quelli più divertenti) troviamo che, con un po’ di retorica, questo sia un evento più da vivere che da raccontare. Perchè nello stesso evento hai tradizione radicata (i salumi di San Gregorio Magno sono notissimi, così come i formaggi, così come il vino, così come taralli, patate, crusco, braciola…) e voglia di cambiamento (pasta, patata e provola rigirata nella forma con aggiunta di peperone crusco) e tutto funziona comunque.

Nello stesso evento hai, nella stessa piazza, nello stesso momento, Bacco e il suo appassionato seguito, un talk show sui tesori del territorio, un banco di arrosticini, una banda musicale itinerante di passaggio, la casetta col merchandising e le t-shirt, un bombolone alla crema ed è tutto folle, funzionale, moderno e senza età.
E poco importa se la zona ballo & concerto si è spostata poco sopra, per permettere ai tanti tanti tanti appassionati di musica popolare di avere giustamente uno spazio a loro dedicato, ci sarà comunque un gruppetto di persone, in qualche vicariello poco distante, a ballare per le strade con una band improvvisata. Cambiare tutto, per poi cambiare poco.
Accessi contingentati? Si, ma c’è pienone uguale.
Una formula insomma che funziona e che continua e funzionare. Una logistica che sembra fatta apposta per farci questa tipologia di manifestazione all’interno. Una Baccanalia che sembra esserci caduta dal cielo e invece è lo sforzo sovraumano di tante entità, indirizzate dalla Pro Loco e dal Comune di San Gregorio Magno, con la collaborazione di sponsor e cantinieri tutti, che continua ad evolversi (presenti anche molti richiami alla condivisione via social) e che ne approfittiamo anche per ringraziare per renderci partecipi di questo progetto ogni anno.



Baccanalia, in ordine sparso…
Tornando ad una narrativa un po’ meno fra le nuvole Baccanalia rimane un evento per (quasi) tutti. La scelta è infinita. Volete stare seduti al fresco nelle cantine in pietra e muratura, la cui bellezza ed unicità passa quasi in secondo piano rispetto a una vasta scelta di piatti e un continuo viavai di persone ? Perfetto, avete l’imbarazzo della scelta.
Preferite le classiche panche dalle quali potervi guardare intorno e casomai sbracciarvi per farvi notare da un volto amico? Mai viste tante panche in vita mia (iperbole).
Preferite un muretto per darvi un tono o qualche scalino per liquefarvi godendovi un bicchiere di vino? Accomodatevi.

Quali sono i vostri gusti culinari? Lungi da voi allontanarvi dalla tradizione?
Abbiamo taglieri di imperdibili salumi del posto, sapidi formaggi, un’infinita varietà di tarallalleria e una scelta pressoché illimitata di vino locale.
Quest’anno preferite dare una svolta alla vostra vita e passare dai cavatelli al sugo al carpaccio di vitello e allo stracotto? Benissimo, ai due estremi del chilometrico percorso, che si snoda anche su più livelli, ideale per perdersi le prime volte che ci venite, troverete quel che cercate.

E se vi va di ballare e sudare, anche questo è il posto giusto.
E se vi va di portarci per la prima volta un amico sarà il momento ideale anche per visitare un centro storico vivace e ben tenuto. Dove la sua funzione primaria, quella relativa al vino, è rimasta quasi inalterata fin dalla sua iniziale formazione.
Insomma, scegliete una delle 5 date disponibili (dal 21 al 25 Agosto, a conti fatti vi restano 3 intere serate). Parcheggiate in uno dei tanti parcheggi messi a disposizione, entrate da qualsiasi punto d’ingresso preferiate e perdetevi ancora una volta (o per la prima volta)

Baccanalia, per i neofiti
Visto che l’evento è notissimo si è dato un po’ per scontato che tutti sappiano come funziona.
Potrebbe non essere così, se è la vostra prima volta all’evento ecco un breve lista di punti chiave di questa festa.
Baccanalia celebra vino e sapori di San Gregorio Magno. All’interno del centro storico, sviluppato su un percorso su più livelli, potete trovare oltre 40 cantine aperte.
Le cantine sono quelle storiche dove si produceva e conservava il vino, naturalmente ogni cantina ha un suo vino, appartiene ad una famiglia diversa (circa) e propone un suo menu, talvolta con prodotti che vengono dalla propria azienda agricola o con ricette della propria tradizione familiare.
E’ possibile sedersi all’interno delle cantine, ove possibile, o su panche disposte all’esterno.
La scelta è totale, ce n’è per tutti i gusti. Cavatelli, ravioli, fusilli, pasta tradizionale e non. Al sugo, al ragù di braciola, di cinghiale, in bianco coi funghi o al tartufo. Centinaia (esageriamo?) di specialità proposte, come uovo fritto al tartufo, patate con peperone crusco e fritte con buccia.
Dopo esservi saziati a dovere avete diversi punti di intrattenimento. Per chi vuole ballare c’è l’area concerto/palco a inizio percorso (quello in alto), per chi vuole scoprire qualcosa di più sulle realtà locali c’è ad esempio una grotta dedicata a Romagnano al monte e alla sua storia.



Si entra con ticket, acquistabile all’ingresso, oppure su internet per saltare la fila.
Il ticket ed altre informazioni sono anche disponibili sul sito ufficiale, qui.
– Falco

