A Teora, in provincia di Avellino, il Carnevale non si guarda. Si vive. Si sente. Si tramanda.
Stiamo parlando de ๐๐ขฬ ๐๐ช๐ฎ๐๐๐ช๐ฎ๐๐ฅ๐๐๐๐ก๐ข๐ฎ๐ง ๐๐ ๐ข๐ฅ ๐๐๐ซ๐ง๐๐ฏ๐๐ฅ๐ ๐๐๐จ๐ซ๐๐ฌ๐, la memoria e folklore di Teora.
L’appuntamento quest’anno รจ per il 31 gennaio e 1 febbraio 2026!

Il battito profondo della tradizione torna a farsi sentire tra suoni ancestrali, fuoco e maschere senza tempo. Tra gli assoluti protagonisti i leggendari Mamuthones e Issohadores di Mamoiada (Sardegna). Un rito antico che attraversa i secoli e arriva nel cuore dellโIrpinia.
Sarร chiaramente l’occasione anche per provare i sapori autentici, come la Tomacella!
Non mancherร chiaramente musica, sfilate e lโemozionante Volo dello Squacqualacchione infuocato
Di seguito il programma delle due giornate:

Il Carnevale di Teora rappresenta uno dei momenti piรน autentici e identitari della tradizione irpina, grazie al ritorno de โLi Squacqualacchiun e la Sagra delle Tomacelleโ, evento folkloristico-gastronomico organizzato dalla Pro Loco di Teora con il supporto del Comune.
Protagonista assoluta della manifestazione รจ la maschera tipica teorese: li Squacqualacchiun, figure antiche, primitive e grottesche che affondano le proprie radici nella civiltร contadina e nei riti pagani legati alla fertilitร , al ciclo della natura e allโebbrezza collettiva.
Il termine โSquacqualacchiunโ deriverebbe dalla voce dialettale โsquacquaratโ, ovvero โtrasandatoโ, proprio come lโaspetto dimesso e inquietante di queste maschere.

Il costume รจ essenziale e simbolico: un sacco di tela grezza, una giacca stinta indossata al rovescio e un cappuccio che copre interamente il volto, lasciando scoperti solo gli occhi. In mano, gli Squacqualacchiun portano bastoni a cui sono fissati campanacci, capaci di produrre un suono cupo e ancestrale, e rami di aghi di pino, utilizzati durante i rituali e, secondo la tradizione, per colpire di sfortuna chi non soddisfa i loro voleri.

Durante il Carnevale, lโantico borgo irpino viene attraversato da un corteo rumoroso e irriverente: gli Squacqualacchiun si aggirano tra i rioni infastidendo i passanti con lazzi, ingiurie e gesti volutamente provocatori, per poi scomparire tra i vicoli del paese. Il momento culminante รจ rappresentato dal rito collettivo nel centro storico, dove le maschere improvvisano una danza prima intorno a โlu pagliarโ, il grande falรฒ, e poi attorno alla fontana principale, rievocando gesti magici di chiara matrice pagana, riconducibili ai Baccanali e al culto di Dioniso o delle divinitร dei boschi.
Accanto alla tradizione mascherata, il Carnevale teorese celebra uno dei simboli gastronomici del territorio: la tomacella, protagonista della storica sagra. Si tratta di una pietanza tipica a base di carne e frattaglie di maiale, arricchite con formaggio grattugiato e radice di rafano, ingrediente dal sapore intenso e pungente, simile alla senape, che rende la tomacella unica e inconfondibile.
๐๐๐๐๐๐๐๐๐: Il pasto di carnevale di Teora!
Durante il carnevale di Teora verrร proposto un piatto di gastronomia tipico e verace, le tomacelle. Ma come si compone questo piatto? Simili a polpette, le tomacelle sono preparate con frattaglie di maiale, rafano e formaggio grattugiato. Proposte sia alla griglia che bollite. Si accompagnano con patate, peperoni e vino locale.
Ma non finisce qui perchรจ in un ricco menu tradizionale troverete a vostra disposizione la tipica maccaronara avellinese, cavatelli e fagioli, cuopperia napoletana e baccalร fritto. Per gli amanti della carne anche braceria, caciocavallo impiccato, cuzzetiello e pulled pork.

Tra memoria, rito e identitร collettiva, li Squacqualacchiun continuano a rappresentare per Teora non solo una maschera carnevalesca, ma un patrimonio culturale vivo, capace di raccontare la storia, lโanima e lo spirito piรน autentico di una comunitร .
