Il nocciolo e le strade dei forni è un peculiare evento cittadino che si tiene a Marzano di Nola in data unica, quest’anno il 27 Settembre. L’evento ti trascina nei vicoli del paese, alla scoperta di anfratti, gusti, piatti ricchissimi e una simpatia contagiosa. Andiamo a scoprirlo!

Il nocciolo e le strade dei forni, le due torri
Si viene accolti alla festa da due imponenti torrioni di luminarie che annunciano il luogo dell’evento, qui proseguendo dritto si arriva alla chiesa che funge da epicentro di tutta la manifestazione e da dove si diramano le famose strade dei forni.

L’evento è a cura dell’amministrazione comunale di Marzano di Nola, presieduta dal Dr. Greco Trifone, che ci ha tenuto a parlarci e raccontarci il suo evento di fronte allo stand Telethon, poiché, come ci ha illustrato “Dove c’è festa dev’esserci anche solidarietà“. Ogni visitatore è invitato a lasciare una donazione, così come fanno tutti i tanti, tanti stand presenti in evento.

Facciamo giusto in tempo a finire la chiacchierata che parte un folto corteo storico che tradizionalmente da anche il via al tutto. Nacchere, tammorre, figuranti in abiti storici, un gran coordinamento musicale e visivo che culmina con un lungo spettacolo funambolico a opera degli sbandieratori.

Il nocciolo e le strade dei forni, gli stand
L’evento è peculiare, logisticamente non sembra così grande ma in realtà ogni angolo è presieduto da un’attività locale (che non sempre è legata ad un’attività ristorativa!) che propone un suo piatto, col tempo diventato storico.
Nonostante l’apparente anarchia di proposte il filo conduttore è la pietanza casalinga, nel senso più genuino del termine. Ognuno dice la sua e anno dopo anno alcuni piatti diventano iconici ed imperdibili, mentre altri cambiano costantemente. Questo crea una piacevole fibrillazione data dalla scoperta e abbiamo notato folti gruppi di appassionati dell’evento dirigersi con decisione verso questo o quel punto, oppure altri, entusiasti come lo eravamo noi, sorprendersi di continuo grazie a questa o quella inaspettata scoperta.

Favorisce la magica atmosfera anche la cucina a vista. I cortili sono attrezzati e illuminati a festa, sembra di andare a trovare la propria famiglia in un giorno di celebrazione e ritrovarsi la propria zia/nonna/mamma cucinare qualcosa di buono per tutti. Curiosi e fini intenditori ficcano simpaticamente il naso e osservano tutti i riti di sfrigolatura, bollitura e salto in padella delle tante preparazioni, facendosi guidare da gola e istinto nei riguardi di quella che sarà la loro scelta. E bisogna concentrarsi bene, perchè le scelte sono davvero, davvero tante!

Il nocciolo e le strade dei forni, la proposta gastronomica
Abbiamo solleticato la vostra curiosità, è giunto il momento di un bell’elencone di proposte, partiamo!
Da dove cominciare? Non è semplice, forse dalla pasta?
Una delle proposte più rappresentative e ripetute nel tempo è lo spaghetto con la granella di nocciole. Trattasi di un “semplice” spaghetto in bianco con olio e granella, imperdibile nella sua semplicità e che difatti viene totalmente preso d’assalto. Se volete assaggiare questo piatto così famoso e apprezzato vi consigliamo di puntare dritto qui non appena si accendono i forni (19.30).

Altre proposte che abbiamo trovato in giro sono delle trofie con nocciole, in bianco dall’incredibile prezzo di 3€ al piatto, un’invitante e azzeccosa pasta e fagioli e infine dei fusilli con speck, provolone del monaco e nocciole, preparate proprio a centro-evento dall’Istituto Alberghiero.



Troviamo anche delle trofie al sugo, e proprio di fianco ad esse ecco che l’az. agricola Zichella propone la sua collezione di formaggi, sia in piastra su pane croccante che al piatto, per una degustazione più ponderata.
In vendita qui anche alcune delle sue chicche, come il formaggio al limone di sorrento, con la sua stagionatura di 7 mesi e altri prodotti freschi, sapidi o al peperoncino.

E di fronte? Immediatamente, caciocavallo proposto impiccato e caldarroste. Bei marroni grossi e carnosi vengono sfruculiati in diretta dalle fiamme e serviti fumanti.
Poco dopo, una frittatina farcita di pasta, besciamella e nocciole e una proposta di pizza a portafoglio, bianca con nocciole o in classica versione margherita. Più in là la troverete anche fritta o in bianco con i cicoli.


Come avrete potuto capire c’è davvero di tutto.
Il nocciolo e le strade dei forni, cosa abbiamo provato
Abbiamo provato per voi (ma soprattutto per noi!) alcuni piatti che ci ispiravano (e anche dove saggiamente abbiamo evitato ressa), tra cui le trofie accennate sopra e pure i fusilli. In tema pasta ritengo inaccettabile per chi venga qui la prima volta non provare la “pastiera e maccarun“. Un timballo-sfoglia di bucatini che mixa la classica versione della cucina napoletana con questo incartamento a mò di torta rustica.

Innanzitutto è un mattone, altro che pan di via di elfica memoria, questo ti sazia per tutta la rinomata trilogia, poi l’ho trovata molto ben fatta, pepata e sopra le righe, non ricchissima di altro che non fosse la stessa pasta (e uovo) ma a mio dire uno dei piatti migliori proprio come idea, nella sua stessa esistenza.
Complice il clima di risibile follia con la quale ci viene offerta mentre scattavamo le foto di rito, rimarrà il piatto che prenderò ogni volta che vengo (naturalmente, para compartir)

Dal cilindro tiriamo fuori anche l’assaggio della messicana. Anche qui cortile dove regna un clima familiare e genuino (parola abusata in questo articolo ma sicuramente la migliore per descrivere tutto l’ambiente) dove si può scegliere tra cotica di maiale al sugo oppure appunto, messicana.
La messicana ci è piaciuta, col giusto grado di forte che spinge ma credo gustabile anche dai palati non avvezzi al piccante. Molto utile la fetta di pane con cui viene somministrata, ideale per la scarpetta che segue, ma coccarda e applauso per il bicchierone di vino che viene generosissimamente fornito di fianco (al costo di 1€) e addirittura il roccocò offerto come aperitivo nell’attesa. Nuovi orizzonti.

Giusto citare anche l’estrema gentilezza dell’antro dove viene preparata la trippa.
Piatto generoso con questa trippa ricoperta al formaggio (e pepe, che è ovunque) che sembra un dipinto. Ottima, abbondante, anche qui ci viene offerta con incredibile naturalezza mentre siamo intenti a scattare e ce la godiamo proprio sulle sedioline messe a disposizione. Anche qui fettona di pane, scarpetta obbligatoria e capo chino in segno di gratitudine.

Il nocciolo e le strade dei forni, ancora tante proposte
Tante cose non siamo riusciti a provarle. In ordine sparso le polpette di patate, il soffritto col suo sugo rubino, il cuoppo di pesce, soprattutto i dolci. I quali purtroppo finiscono troppo in fretta (il bello dell’evento è anche una scorta limitata di tutto, quel che si prepara si serve e una volta che è finito ci si vede l’anno prossimo!). Tra quelli che abbiamo notato c’erano dei tartufini al cacao e nocciole, il torrone artigianale, anche qui cacao e nocciole. Torta leopardata, un danubio dolce, torte cacao e nocciole che avevano un aspetto meraviglioso e poi davvero, ancora tanto tanto di più!

Come avrete potuto intuire sia dal nome stesso dell’evento, sia dalle proposte, la protagonista assoluta è la nocciola. La varietà coltivata nei dintorni è molto pregiata per le sue qualità organolettiche e per la sua versatilità. Difatti senza nessun problema l’abbiamo saggiata in pasta, secondi di carne, dolci e sfizi, perfino nelle polpette, che trovate anche in versione gourmet!

L’evento si tiene una sera soltanto anche perché, come precisavamo, non tutte le attività hanno un livello ristorativo, nel senso che non sono gestite da professionisti. Questo è in questo caso specifico un pregio, perché al piatto ritrovi un sapore di casa, con un prezzo adeguatissimo, che inoltre è soggetto proprio a un quantitativo variabile di disponibilità “molto” limitato.

E’ un evento che abbiamo molto apprezzato, dove ci siamo divertiti a scoprire ogni antro e che consigliamo caldamente in vista della prossima edizione!

– Falco
