Festa del limone – Dragonea di Vietri sul Mare (SA) – 2025

A Dragonea, frazione alta di Vietri sul Mare (SA) si tiene la Festa del limone. Dall’11 al 13 luglio torna puntuale l’evento organizzato dall’Associazione Transboneia. L’evento ha diverse particolarità che lo rendono una manifestazione (volutamente) di nicchia e contribuiscono alla sua riuscita, al suo successo e indubbiamente al suo fascino, insieme al suo unico circondario e posizionamento.

Festa del limone, gelato


Dove cresce la Festa del limone


Per quanto la costiera amalfitana disti un qualche quarto d’ora da casa nostra non siamo immuni al suo fascino senza tempo (almeno quando non c’è traffico) e questo sembra già un incredibile vantaggio per la Festa del limone che ha la fortuna di annidarsi a Dragonea di Vietri sul Mare (SA), la frazione più alta del primo paese della costiera, non appena si esce dall’autostrada.

Bastano poche curve, le stradine cominciano a stringersi e diventano quelle tipiche e caratteristiche della costa. Dopo qualche semaforo che detta il tempo (lento) arriviamo all’ampio parcheggio gratuito messo a disposizione dall’evento, una navetta, anch’essa gratuita, fa la spola tra l’evento e il terreno ma approfittando dell’ora del tramonto e di un clima fresco decidiamo di fare due passi.

Dragonea, persone


L’evento è ospite di un terreno della chiesa, messo a disposizione dal parroco per la manifestazione ed altre iniziative e l’associazione Transboneia fa di tutto per curarlo al meglio, anche qualche fondo derivato dalla manifestazione finisce per essere investito nella cura del giardino stesso, in un ragionamento che prevede che tutto sia reinvestito nella miglioria continua di festa, luogo, cittadina e condizioni degli abitanti della frazione stessa, con grande spirito comunitario.

A illustrarci tutto questo è Mimmo D’Amore, il presidente dell’associazione. Ci accoglie nel suo giardino incantato mostrandoci i panorami, le piante di limone da loro stessi piantati, un piccolo angolino romantico in fondo, da cui si vede il mare, e ci racconta come è nato il tutto.
Come tante storie, si comincia sempre da una festa tra amici e compaesani senza impegno, per poi passare ad evento ufficiale che è ormai alle soglie del ventennale.

Dragonea, persone 2


Evoluzione della Festa del Limone


La trasformazione e il successo avuti dall’evento nel tempo sono innegabili. E’ una data molto gettonata da local e non (tanti gli accenti stranieri, come non si sente spesso ad eventi folkloristici, che spesso rimangono limitati a gente del posto e immediato circondario), lo scenario è incantevole. Classici tavolini in legno illuminati da lucine, sotto le fronde generose e profumate degli alberi di limone. C’è cura e oculatezza nella disposizione di palco, casse, tavoli e perfino servizi igienici che si trovano in una struttura adeguata ad accogliere. Prima si è parlato di un evento che resta di nicchia per scelta. Le dimensioni piuttosto minute del giardino sono croce e salvezza, poiché non permettendo un’affluenza a gettito continuo (che è comunque presente) riescono a garantire un servizio efficiente e un menu estremamente curato, come pochi se ne vedono. Il lavoro è quello frenetico che è alle spalle di ogni manifestazione ben riuscita, l’atmosfera è però quella rilassata di una festa in giardino da un amico, quell’amico è proprio Mimmo, che spazia di tavolo in tavolo a salutare, informarsi se è tutto ok e generalmente essere ovunque ad assicurarsi che tutti si stiano godendo la serata.


Il menu della Festa del limone


Noi stessi siamo trattati da ospiti, subito dopo aver avuto un’introduzione di come gira l’evento, aver scattato qualche istantanea della zona, dei posti a sedere e aver fatto un giro delle cucine veniamo fatti accomodare e Mimmo stesso, rifiutando ogni aiuto, ci serve addirittura al tavolo, in un gesto di grande ospitalità che è caratteristica del sud Italia bene.

Siamo fortunati, perchè il menu della Festa del limone è un menu che raramente si trova in una sagra o evento di paese. Siamo abbondantemente negli ambiti della ristorazione, i primi escono pochi per volta, perchè vengono saltati in padella un po’ alla volta. Niente pentoloni, niente litroni di acqua bollente, in cucina c’è una brigata, di professionisti e non, che lavora a ritmi di metronomo. Se il mondo-sagra è una cucina, qui siamo in aria di stellato.


Ma ora basta giri di parole, cosa abbiamo provato?
Il primo piatto è uno scialatiello al limone. E’ bello quanto buono, nelle retrovie sono rimasto estasiato da questo profumo di limone che si innalzava ad ogni salto provocato dallo chef nella padella.
Carnoso, profumato come detto, delicato. E’ veramente un ottimo piatto.

Festa del limone, scialatiello


Anche il secondo primo è di alto livello. Parliamo di un raviolone con profumo e zest di limone solleticato dal fuoco in una cremina al burro (e limone). E’ anche molto sostanzioso.

Festa del limone, raviolo


Dopo i primi assaggiamo qualche secondo. Uno dei più caratterstici della giornata è il Kepurp.
Un prodotto alquanto unico realizzato da una pescheria del posto. E’ un polpo preparato alla saracena, con le caratteristiche del kebab ma tutta la delicatezza e freschezza del mare.
Le fette sono sottili come bresaola, ma rilasciano il sapore del polpo egregiamente. Il tutto poggia su un letto di riso che sembra quasi cotto nel latte. Mi ricorda con piacere il riz au lait francese (ma non è dolce).

Festa del limone, Kepurp


Festa del limone, gli altri piatti


Quasi tutti i piatti di questo evento sono “sorprendenti” e forse sarò un po’ ripetitivo, ma chi si aspettava questo sapore dalle polpette? A primo impatto pensavo fossero di pane, formaggio e limone. Assolutamente no, è una polpetta di carne che è evidentemente stata sfilacciata al suo interno dal succo di limone, la quale mantiene però una sorprendente tenacia e ha una panatura grezza che, da amante di polpette, la mette immediatamente in alto su un piedistallo. Al suo interno, nello scrigno di carne, anche un po’ di buccia di limone. Accompagnate da del vino bianco potrei mangiarne 200.


Al profumo di limone, con la sua caratteristica foglia che lo accompagna perfino in cottura, il provolino amalfitano. Spazio anche per un per e muss‘ tagliato a pezzettoni spessi che ancora una volta mi riporta in Francia, ai tempi della variante impreziosita al sale della choucroute.

Festa del limone, per e muss'


Delicatissimi, ammorbiditi da succo di limone e una sfumatura di vino sono i bocconcini di pollo.
Con ancora limone grattugiato in uscita, sorprendenti per la loro morbidezza, da non sottovalutare.
Non mancano altri classici per tutte le età come patatine fritte, frittelle (pizzelle) e come dolci un’ottima delizia al limone e una zeppola da provare. Estasiante nella sua fragranza e morbidezza. Esiste un piatto da saltare a piè pari a questa festa? Probabilmente no.


Festa del limone, l’idea e gli obiettivi


L’idea della festa si è sviluppata negli anni. Come detto si era cominciato il tutto senza pretese, poi è diventata una scusa per stare insieme e con l’ambizione del presidente si è trasformata in un’eccellenza. Gli ingressi non sono contingentati ma una volta che il parcheggio si riempie la naturale mancanza di spazio in eccesso della frazione fa da naturale deterrente. Si continua in ogni caso a sfornare fino a notte, quando chi si è sfamato nel turno precedente si dedica al ballo in pista.

I proventi vengono tutti reinvestiti nella comunità. Da cena di Capodanno offerta agli anziani del posto, piccoli aiuti a famiglie meno abbienti, consolazioni e appoggio in momenti di lutto e difficoltà, anche per migliorare le strumentazioni che permettono la festa stessa, la cura del giardino, la comunità e per rifacimento di pubblici parchi e opere. Un’associazione e una festa in simbiosi con il luogo dove vive, opera e cresce. Speriamo di essere a lungo complici della riuscita di questa splendida realtà.


Falco

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