Sagra della castagna – Curti di Giffoni Valle Piana (SA) – 2024


Si è conclusa ieri la 48° edizione della Sagra della Castagna di Curti di Giffoni Valle Piana (SA). Quest’anno il comitato ha optato per un giorno di festa in più (giovedì) andando anche incontro alla clemenza del clima. Al solito affezionata partecipazione, soprattutto potendo sfruttare anche un’iniziale sole domenicale.

Sagra della castagna, Boscaiola


Sagra della castagna, il programma…


Quasi tutto come al solito: Apertura di domenica a pranzo preceduta dalle due serate di venerdì e sabato. Come anticipato, quest’anno anche l’iniziativa di aggiungere un ulteriore giornata (giovedì) all’evento.

Noi ci rechiamo sul posto di domenica e in piazza, in religioso silenzio, si assiste ad una rappresentazione in costume, con banda al seguito, la quale si intreccerà poi anche con un gruppo di “briganti”, i quali a loro volta ricordano anche a tutti la presenza sia di una mostra sul brigantaggio, sia dell’esistenza di un museo della civiltà contadina.

Sagra della castagna, corteo


Tutte le sere è stato garantito l’intrattenimento musicale e il transfer con navetta.

Per il resto l’evento vive più di un naturale brulicare di persone, che si perdono nei vicoletti della vecchia frazione di Giffoni, che di programmi serrati.

A fine rappresentazione, infatti, alle 12.30 precise, si aprono gli stand e comincia la nostra avventura a Curti.


Sagra della castagna, gastronomia…


L’evento anche in un 2024 di rincari ha cercato ove possibile di mantenere i prezzi classici che l’hanno sempre contraddistinta. Anche quest’anno, infatti, ci sembra di poter dire che le pietanze più attese non hanno certo deluso, in prezzi e in gusti.

La prima tappa è idealmente l’angolo della pasta. Presenti due diversi primi, una pennetta alla boscaiola con bei tocchetti di funghi e un tubetto con castagne e salame.
Entrambi i primi si rivelano molto saporiti, con anche un leggero twist piccantino molto apprezzato.

Sagra della castagna, boscaiola 2


Siamo ai primi minuti d’apertura e nonostante la catena di montaggio all’interno fili liscia ci sono già diverse persone che scalpitano all’esterno. Agili ci districhiamo tra gli ostacoli intrufolandoci nelle cucine e ci accoglie lo spettacolo di teglie e teglie di pasta fumante. I tubetti addirittura danno l’idea di una montagnella di monetine, di DePaperoniana memoria.

Chi vince tra la boscaiola e i tubetti? Forse la prima…ma vi consigliamo di prendere entrambi i piatti e fare a metà, meritano tutti e due l’assaggio.

Sagra della castagna, tubetti


In questo angolino c’è anche la zuppa di fagioli. Classica e che rispetta la sua originale natura di piatto povero: Pane “duro” tostato e fagioli bianchi, stop. Si sgranocchia sempre volentieri questo pane molto saporito e si passa avanti, o meglio, al lato.

Poco sopra gli stand della pasta c’è qualche comodo posto a sedere. Approfittando della presenza di un po’ di sole (che dopo diventerà addirittura fastidioso) c’è già un po’ di contesa per la postazione migliore.
Tra i due litiganti si approccia invece lo spazio dedicato al caciocavallo impiccato e agli arrosticini.


Sagra della castagna, gastronomia pt. 2


Pizza tenerissima e invitante vi attende fumante nello spazio dedicato. Tre pizze in menu, tutte e tre rosse. Abbiamo l’immancabile Margherita, che resta la più scelta. A seguire classica Napoletana e poi una “rosè” con sugo con pezzettoni di castagna a macchiare una pizza dal fondo bianco.


Come sopra, parlando della pasta, viene naturale pensare che la castagna la si ritrovi in una preparazione “in bianco”. Invece sorprende in positivo sia nella boscaiola che su questa pizza molto saporita.
Sottolineo ancora una volta la qualità dell’impasto e la fragranza quasi “paesana”, da forno, nonostante il panetto sia stato preparato e cotto con una tecnica impeccabile. Complimenti.

E poi, se tutti presentano questa castagna in bianco, sarà anche piacevole una volta tanto trovarla in qualche preparazione diversa, no? Si.

Personale


Si migra dall’altro lato del paesello e si punta uno dei piatti più iconici della manifestazione: Bruschetta (o bruschettone, o crostone) con castagna, miele di castagno e lardo.

Il lardo, lucido, quasi gelatinoso, copre come una copertina lo spesso strato di castagna e miele.
Un piatto bello e buono che per fortuna viene ogni anno riproposto.

Bruschetta


Poco dopo, quasi a fine menu, angolo dedicato alle carni, nello specifico al maialetto con castagne (preso d’assalto nonostante il sole si fosse accanito quasi solamente su quella postazione). Più un classico piatto di broccoli con salsiccia sminuzzata, per fornire un’alternativa “veg”.

Broccoli


Sagra della castagna, dolci e caldarroste


La signora Maria, che ha condotto tutta l’intervista (che troverete in video), ci racconta di come l’evento, iniziato ormai 38 anni fa, non fosse altro che la più semplice festa di paese, quasi di quartiere, anzi.
Col tempo, senza neanche volerlo, il tutto è diventato una tradizione molto apprezzata.

Il tempo e la costanza danno vita alla tradizione e così un po’ alla volta tutto è diventato iconico e intoccabile. E’ un evento che è tenuto in vita proprio dalla costanza del comitato organizzativo (che si presta ad ogni postazione, dalle casse alla cottura della pasta, ognuno con una mansione specifica).

Calzoncelli


Parte di questa tradizione sono proprio i dolci, soprattutto i calzoncelli (o le pasticelle, a seconda del vostro luogo di provenienza), che in particolare ammontano a ben 7.000 (e oltre) preparati e consumati durante tutto l’evento. Questo dolcino al cacao (e non solo…) è uno dei più noti e apprezzati della sagra ed è addirittura finito nel menu principale, come dolce conclusione.


Si accompagna a praline al cocco, nocciola e cacao e a un altro molto apprezzato protagonista del banco dessert: il castagnaccio. Marmoreo e lastricato al cioccolato, insieme ad altri comprimari al cioccolato messi a disposizione (e preparati), come prima detto, da abitanti del luogo e membri del comitato.

Caldarroste


E le castagne? Le abbiamo trovate in alcuni piatti, ma non in tutti, come mai?
E’ presto detto: quasi tutte vengono dedicate o votate alla brace.
Non sono tantissime, il territorio, benché generoso di questo prodotto, non ne produce così tante da sfamare 10.000 persone, ed ecco perché si preferisce indirizzare tutte le castagne disponibili alla trasformazione in caldarroste.

Castagne


Mangiucchiare le castagne piccole e rese croccanti dalla brace, sulle scale della chiesa, nella piazza centrale, è quasi un rito ormai. A fine tour dell’evento ci accomodiamo come al solito sui gradoni in marmo, osserviamo il pubblico che sciama e che, finito il pasto principale, si accomoda a chiacchierare in piazza come punto di ritrovo aspettando l’inizio del puntuale concerto domenicale.

Le castagne arrivano anche in una pratica coppetta da 1€, per chi vuole giusto farsi la bocca mentre è possibile anche richiedere un sacchetto o comprarle crude (le più grandi disponibili) e portarle a casa!

Clicca sull’immagine per non perderti neanche un evento!


Falco

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