L’ASD AICS Olevano APS è l’associazione che sta conducendo il Presepe Vivente di Olevano sul Tusciano alla soglia delle 30 edizioni. Quest’anno, sul gradino delle 29 stagioni, siamo stati presenti sul posto per scoprire gli insospettabili angolini che Salitto, la frazione dove si tiene l’evento, sa regalare.

Presepe Vivente, Salitto frazione di Betlemme
La prima cosa che salta all’occhio è come, con pochi e mirati accorgimenti, si possa tramutare una piccola frazione collinare del salernitano in una suggestiva località mediorentale. Le piccole case accatastate, che formano la frazione Salitto di Olevano sul Tusciano, nascoste e rannicchiate nei vicoletti tortuosi, danno a colpo d’occhio l’impressione di trovarsi proprio nei luoghi salienti dove è ambientata la parabola della nascita di Gesù.
La naturale morfologia del paese è ideale, nelle sue curve brusche e che ripiegano su loro stesse, nel ricreare le atmosfere del presepe.

Questo non deve lasciar pensare che dietro l’evento ci sia stato poco lavoro, tutt’altro. Una delle primissime impressioni è proprio che le 28 edizioni che hanno preceduto quella del 2024 abbiano influito molto, e che sia proprio il frutto di un miglioramento costante ad aver reso possibile queste azzeccate atmosfere. Ogni interno, infatti, è molto curato, fin ai minimi dettagli. Antri, garage, piccole stanze o case vere e proprie, hanno prestato i loro spazi, più o meno modesti, e i loro numeri civici, alla creazione di scenette e ambientazioni, che hanno ospitato oltre 200 figuranti.
Ogni mestiere ricreato, dal Fabbro al Falegname, passando dal Tessitore, al Vasaio o al Battipaglia, non si limitano solo ad esistere, ma sono incastonati nella loro piccola officina. Con attrezzature che richiamano le strumentazioni dell’epoca, vestiti realizzati ad hoc e un piccolo nugolo di figuranti che sciama da questa a quella posizione, dando vita a un piccolo set teatrale o cinematografico.


E’ molto simpatico e coinvolgente veder correre bambini in abiti d’epoca. E’ un tocco di naturale realismo che si mette in scena quasi da sè e che da vita a delle realistiche scene familiari.
Quando tocca agli adulti poi, si coglie la professionalità che si è formata in tante edizioni messe alle spalle. Oltre gli antichi mestieri rappresentati, e a dei punti cardine che fanno parte dell’immaginario collettivo quando si parla di presepi, abbiamo anche una sorta di percorso gastronomico, degustativo. Piatti volutamente semplici ma ben riusciti.

Presepe Vivente, degustazione di piatti poveri
Come accennavamo sono presenti sulla mappa una serie di punti dove è possibile rinfrancarsi con delle specialità un po’ locali, un po’ coerenti con il cibo dell’epoca. Piatti prevalentemente contadini, semplici panificati, legumi, zuppe. Si comincia ad inizio percorso con delle grasse frittelle. Sostanziose e croccanti, con il retrogusto sapido delle alici, mentre per ingentilire il palato, in contrasto, della soffice polenta addolcita dalle cipolle. Immancabile anche un bicchiere rosso e generoso di vino.

Nella pizza principale le caldarroste rotolano solleticate dalla brace. Mentre si dorano a dovere un ciuchino veglia su di loro sonnecchiando vicino ad un cumulo di paglia. Nella stessa piazza sono stati posti dei suggestivi bracieri dove ardono dei falò che per fortuna non risultano fondamentali, data la serata invernale piuttosto gentile nelle temperature. Il calzolaio ne approfitta e sfila scalzo, mescolandosi tra i visitatori. Due cavalli curiosi e affamati si affacciano oltre il recinto, alle spalle dello stand dei dolci. Mentre la messinscena della vita quotidiana di un presepe che ha preso vita per magia, continua con naturalezza.
Saggiamente, per allungare il percorso, a volte si viene condotti in dei piccoli circuiti che girano su loro stessi. La scusa è perfetta per passare in piccole case che, senza i percorsi obbligati, magari ci perderemmo, perchè sono così naturalmente nascoste alla vista da doversi prendere il giusto tempo per apprezzarne tutti i particolari. Questa è una delle cose che ci è piaciuta di più. L’essere guidati avendo invece l’impressione della totale libertà da modo di apprezzare tutte le sfaccettature della messa in scena. Da l’impressione di un percorso molto più grande e ricco, e nel quale soffermarsi piacevolmente più del necessario.


Dunque un piatto poverissimo ma rinfrancante, come questa pasta in brodo vegetale, diventa apprezzatissimo e motivo di esaltazione, perchè effettivamente sembra una scelta coerente col circondario e le atmosfere che in quel momento ti circondano.
Tessuti che coprono le cucine, figuranti vestiti da capo a piedi perfino in stanze nascoste. Un affaccio su chi impasta, chi setaccia e chi infine serve la pasta, in un piccolo antro con caminetto acceso.
Tutto molto naturalmente suggestivo, mai forzato, ben realizzato.


Presepe Vivente, gastronomia e antichi mestieri
Imperdibili, tra i vari antri allestiti per l’occasione, l’angolo del Macellaio. Abbondanza di frutti ma anche di salumi. E l’assaggio gratuito di un prosciutto dolcissimo (in alcune zone, fuori menu, sarà possibile avere degli assaggi offerti di alcune specialità locali). Presente anche il Casaro, per provare della ricotta e del primosale realizzati al momento.
Il Fornaio, col suo forno ardente, sforna focacce, che invece fanno parte del menu.
Questo menu, che nella sua totalità costa 10€ (ma che è possibile prendere piatto per piatto in base a ciò di cui abbiamo più voglia, senza per forza prenderlo completo) si fonde perfettamente con tutto il resto dell’evento. Il prezzo è ridicolmente basso e puramente simbolico, con l’aggiunta del fatto che l’ingresso è totalmente gratuito. Qui e lì abbiamo qualche forziere dedicato ad offerte puramente volontarie, e che in ogni caso vengono ricompensate con dei pezzi di sapone realizzati a mano, o altre ricompense simili.

Anche il lato artistico vuole la sua parte. Salitto ed Olevano sono ricche di luoghi di culto. In uno di questi, quello scelto per ospitare la natività, sorge un affresco che rappresenta tra gli altri San Rocco e San Sebastiano. Ai lati della nota e iconica scena di Gesù, Giuseppe e Maria. I quali sono effettivamente osservabili sul posto e che ricreano la scena originale in un contesto anche di accuratezza storica che va ben oltre quello dell’immaginario collettivo.
Contribuisce alla magia dell’evento anche la scelta della colonna sonora.
Sempre presente ma mai opprimente, sembra sempre provenire da un’eco lontana. Si avvicendano Bocelli e altri tenori. Cori da chiesa ma anche tradizionali canzoni natalizie, che ti accompagnano passo passo magari mentre riposi lo sguardo sulle candele che illuminano appena la cartomante, mentre sorseggi una dolce e calda tisana al limone…


Presepe Vivente, la 29esima edizione
La 29esima edizione del Presepe Vivente di Olevano sul Tusciano è iniziata ieri, 28 Dicembre 2024, e si concluderà oggi, 29 Dicembre. Il presepe apre alle 18.30 e si conclude intorno alle 22.30 o comunque quando i visitatori cominciano ad andar via. Non si fanno le ore piccole, quindi affrettatevi!
E’ un evento adatto a tutta la famiglia, ma in realtà anche per coppie o gruppi di amici, giovanissimi e non. L’evento è attraente ed è sicuro motivo di genuina curiosità, che non deluderà la vostra visita.

